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In moto sulla neve!

8 Gen , 2015  

L’inverno morde, ma non spaventa i veri motociclisti, capaci di cavarsela in ogni situazione. In commercio si trovano anche le catene da moto, non omologate in Italia, però. E molte strade ormai ci sono precluse in caso di neve a terra. Ciò non toglie che…

In questi giorni di gelo i motociclisti si dividono, fra quelli che hanno sospeso l’assicurazione e quelli che invece continuano a usare l’amata due ruote.
Ma si può andare anche con la neve? Tecnicamente si, anche se la legge in molti casi dice il contrario. Abbiamo già parlato della direttiva del Ministero dei Trasporti (n° 1580 del 16 gennaio 2013) in base alla quale non sussiste l’obbligo per motociclisti e scooteristi di avere dietro le catene da neve nelle strade dove tale prescrizione è in vigore dal 15 novembre al 15 aprile. Proprio quella direttiva vieta infatti la circolazione nelle situazioni di neve o ghiaccio a terra.
Secondo la nostra personale interpretazione, tale divieto vale solo sulle strade dove insiste un’ordinanza che fa riferimento alla direttiva ministeriale. Diversamente non ci sono prescrizioni.
Al di là di quello che dice la legge, poi, resta il problema che a volte si esce e si prende inaspettatamente una nevicata. E bisogna pur tornare a casa. Senza contare che in altri stati europei si circola tranquillamente anche con la neve, montando catene (ad esempio) che però non sono omologate in Italia. Basti pensare al celebre Elefantentreffen, il Raduno degli Elefanti, che si svolge ogni mese di gennaio in Germania. Neve o non neve.
Allora facciamo un passo indietro. Quali dotazioni esistono per chi volesse circolare in moto su strade innevate? A norma di legge in Italia non c’è nulla. Se non delle gomme M+S per maxiscooter, prodotte da due diverse case di pneumatici. Gomme che migliorano l’aderenza quando la temperatura è inferiore a 7 gradi centigradi e che offrono prestazioni superiori sul bagnato. Ma sulla neve chi le ha provate dice che non sono un toccasana. Anche perché il protocollo M+S non individua le gomme termiche, che invece sono caratterizzate dal simbolo dei tre picchi.
Ci sono invece gomme specifiche per le grosse moto da enduro. In questo caso sembra che le prestazioni siano accettabili (ma non aspettatevi la resa delle gomme termiche automobilistiche). Oppure ci sono delle catene, diffuse soprattutto nei paesi del nord Europa. Ma spesso sono costruite da artigiani, e, come dicevamo, non hanno un’omologazione europea; perché a livello comunitario non c’è un protocollo di omologazione delle catene da moto. Quindi, in Italia non sono riconosciute. Ciò non significa che non funzionino. Quindi, per i casi d’emergenza o per circolare all’estero potete comprarle su Internet senza troppe difficoltà.
Per le situazioni d’emergenza dotatevi invece almeno di un pacco di fascette serrafilo in plastica, le più grandi che riuscite a trovare. Mettendole con distanza di circa 10 cm una dall’altra intorno alle ruote, avrete un minimo di presa in più. Può andare ancora meglio se vi portate dei pezzi di corda molto robusta, che potrete legare formando degli anelli intorno alla ruota. Sceglietela con un diametro pari a 1 centimetro o più, e per fissarla imparate a fare il nodo piano.
Che abbiate o meno la possibilità di dotarvi di questi accorgimenti, prima di partire sgonfiate le gomme, in modo che spancino sulla superficie d’appoggio, dandovi un’impronta a terra maggiore.
E veniamo alla guida. Per partire entrate nell’ottica che dovrete fare tutto pianissimo, senza alcun movimento brusco e tenendo sempre la moto assolutamente verticale. Gambe larghe con i piedi che sfiorano la strada, pronti a usare gli stivali come sci per fare forza se dovesse servire.
Partite pianissimo, lasciando pattinare la frizione e stando pronti a togliere trazione alla ruota -sempre con la frizione- se dovesse slittare violentemente. Prendete velocità con dolcezza, ma considerate che se il fondo è veramente molto scivoloso, non potrete permettervi più di 20-30 km/h. Quando dovrete rallentare pensateci per tempo. Accostate il gas con delicatezza, senza chiuderlo bruscamente. Non toccate per nessuna ragione il freno anteriore. Piuttosto accarezzate il posteriore. Se poi la vostra moto ha un impianto con frenata combinata, dovrete fare ancora maggiore attenzione. L’ABS al contrario potrà aiutarvi molto, sempre che non sia di quelli di vecchia generazione, che a bassissime velocità e con fondo molto scivoloso impazzivano, togliendo del tutto la forza frenante dalle ruote.
Per rallentare scalate le marce solo quando il motore è molto molto giù di giri, in modo che lasciando la frizione (sempre con infinita delicatezza), la ruota posteriore non esprima freno motore.
Non girate mai bruscamente il manubrio nei tornanti, piuttosto cercate di fare il raggio di curvatura più ampio possibile.
La dolcezza nella guida è l’unico modo per stare in piedi sulla neve.
Puntate le zone dove la neve è più sottile, dove c’è della terra o dove riuscite a mettere anche solo per un attimo le ruote sull’asfalto. Approfittate di quei momenti per direzionare la moto e/o frenare. E ricordate ancora che bastano pochi gradi d’inclinazione per scivolare.
Discorso diverso se incappate in un lastrone di ghiaccio mentre siete in velocità. Non riuscite a evitarlo? Allora confidate nell’effetto giroscopico delle ruote generato dalla velocità per restare in piedi.
“Pelate” il gas mentre vi approcciate al tratto ghiacciato, cioè regolate l’accelerazione in modo che la ruota giri neutra, il motore non deve né frenare né spingere. Andate dritti e non fate null’altro. Così facendo rimarrete in piedi e potrete riprendere il controllo della moto appena avrete nuovamente le ruote su una superficie aderente.
Bene, detto questo… siamo pronti per la nostra gita invernale in montagna. Ovviamente in moto!

di Riccardo Matesic – dueruote.it

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